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CREMA DI FAGIOLI DI SALUGGIA E ORZO

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Questa ricetta della crema di fagioli di Saluggia e orzo è un piatto molto sostanzioso ideale nelle fredde giornate invernali. Una ricetta della cucina povera che oggi viene riscoperta per le ottime caratteristiche organolettiche e nutritive.


ingredienti per sei persone

100 g di orzo 
2 carote 
1 gamba di sedano 
1 cipolla 
un quarto di litro di olio 
2 pomodori maturi 
sale 
pepe




Preparazione

Mettere a bagno i fagioli di Saluggia per una notte in acqua fredda. 

Lessare i fagioli di Saluggia. Mettere a bagno, sempre in acqua fredda, l'orzo per un’ora, farlo bollire 20 minuti circa e scolarlo. 

Tagliare a fettine le carote, il sedano e la cipolla e soffriggere in un tegame con l’olio. 

Quando le verdure saranno appassite unire i fagioli di Saluggia, salare e pepare, cuocere ancora per 20 minuti, aggiungere i pomodori e cuocere per altri 20 minuti. 

Passare il tutto al passaverdure, aggiungere un po’ d’acqua se risulta troppo denso e mettere di nuovo sul fuoco. 

Aggiungere l’orzo e fare cuocere per altri cinque minuti. 

Servire la crema di fagioli di Saluggia e orzo ben calda magari accompagnata con un bicchiere di vino Ramìe, un vino robusto di montagna. 

TIMBALLO DI CARCIOFI CON CREMA ALL'ARNEIS

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Il Timballo di carciofi con crema all'Arneis è una ricetta di alta cucina, impreziosita da un crema fatta con uno dei più famosi vini bianchi del Piemonte.

Ingredienti per quattro persone
2 piccoli carciofi
3 cl di olio di oliva
20 g di burro 
20 g di parmigiano grattugiato 

per la besciamella 
5 dl di latte 
60 g di farina 
50 g di burro
un pizzico di noce moscata 
sale e pepe 

per la crema all'Arneis
5 dl di vino Arneis
50 g di tonno in scatola 
4 g di capperi 
2 filetti di acciuga 
2 dl di panna fresca 
mezzo limone 
sale e pepe 

PREPARAZIONE 

Pulire bene i carciofi eliminando i gambi e le foglie più esterne e dure, affettarli e passarli al trita tutto o al mixer, evitando però di ricavarne un pure troppo fine. 

Preparare una besciamella con gli ingredienti indicati e incorporarvi il passato di carciofi. Versare l’impasto in formine da timballo imburrate e spolverizzare con il formaggio grattugiato. 

Cuocere 8\10 minuti a bagno Maria in forno a 220°. 

Per la crema al vino Arneis, frullare il vino bianco con il tonno, i capperi e le acciughe. 

Far restringere per 6\8 minuti a fuoco dolce, ripassare al setaccio e incorporarvi la panna.

Bollire lentamente altri 10 minuti su fiamma bassa e aggiustare di sale pepe. 

Sformare i timballi e servirli con la salsa all'Arneis. 

CONIGLIO FARCITO CON PURE' DI FAGIOLI DI SALUGGIA E SALSA AI PEPERONI

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Oggi posto una ricetta un po' più impegnativa, questo coniglio farcito con purè di fagioli di Saluggia e salsa ai peperoni è dedicato a quelle persone che vogliono dedicarsi per qualche ora ad una preparazione interessante e dal sapore molto sfaccettato. Una ricetta che impegna anche nella ricerca degli ingredienti ma proprio per quello più divertente.

Ingredienti per quattro persone
4 cosce di coniglio disossate 
30 g di farina 
20 g di miscela di olio e burro per rosolare 
50 g di carote 
50 g di cipolla 
50 g di sedano 
50 g di porro 
12 g di purea di pomodoro 
2 cl di vino rosso 
mezzo litro di fondo di coniglio 
6 g di pure di olive 
2 cl di olio di oliva 
sale e pepe 

per la farcitura 
4 fette di pan carré private della crosta, tagliate a dadi di cui due fette rosolate nel burro 
2 fette di pan carré 
2 fegatini 
2 cuori di coniglio tagliati a dadi e rosolati nel burro 
2\3 tuorli d’uovo
10 g di panna maggiorana 
10 g di prezzemolo 
10 g di basilico 
sale 
pepe 

per il contorno 
100 g di fagioli di Saluggia secchi (lasciati in ammollo per una notte in acqua fredda) 
1 piccola cipolla picchettata con alloro e chiodi di garofano 
1\2 litro di fondo di pollo 
80 g di patate crude, sbucciate e tagliate a dadolini 
3 cl di aceto 
10 g di coriandolo macinato 
3 cl di panna fresca 
1 peperone rosso 
1 peperone giallo 
1 peperone arancione 
1 scalogno tagliato in dadolata fine
3 cl di olio di oliva 
2 pomodori 
sale


PROCEDIMENTO

Mescolare tutti gli ingredienti della farcitura e insaporire. Riempirvi le cosce di coniglio e cucirle. Salarle e prepararle, infarinarle leggermente e dorarle nella miscela di olio e burro. 

Toglierle dalla padella, eliminare il grasso di cottura, unire il burro fresco e farvi rosolare le verdure da soffritto. 

Aggiungere il purè di pomodoro, farlo rosolare e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato, unirvi le cosce di coniglio, bagnare con un poco di fondo di coniglio, coprire e porre a brasare in forno, aggiungendo del fondo di tanto in tanto. 

A cottura ultimata togliere le cosce dal tegame ed eliminare i fili usati per cucirle. 

Passare al setaccio il fondo e frullare con il purè di olive e l’olio di oliva. Se necessario insaporire. 

Lessare i fagioli di Saluggia precedentemente ammollati, al fondo di pollo con la cipolla steccata. 

Poco prima del termine di cottura unire i dadi di patate. Frullare e passare al setaccio. Insaporire la salsa con sale, pepe, coriandolo macinato e aceto e raffinarla con un poco di panna. 

Sbucciare i peperoni (passandoli in forno con poca acqua), privarli dei semi e tagliarli a dadolini o in piccoli rombi. 

Far soffriggere lo scalogno nell’olio d’oliva, unirvi i peperoni e farli intenerire. Aggiungere da ultimo la dadolata di pomodoro e regolare di sale e pepe. 

Servire le cosce di coniglio con il purè  di fagioli e arricchire con la salsa ai peperoni.

Gustare il coniglio farcito con purè di fagioli di Saluggia e salsa ai peperoni con un vino Langhe Nebbiolo DOC

FLAN DI PEPERONI CON BAGNA CAODA

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I flan di peperoni di Carmagnola con bagna caoda( una salsa a base di acciughe, aglio, olio e panna -facoltativa) sono un antipasto con la A maiuscola ,tipici della tradizione piemontese e molto gustosi!




INGREDIENTI per la BAGNA CAODA:
200 gr olio
75 gr acciughe sotto sale
3 spicchi aglio
latte q.b.
panna q.b. (facoltativa)


PROCEDIMENTO

Pulite le acciuge dal sale deliscatele. Pulite l'aglio e mettetelo a bollire in un pentolino con il latte.
Quando l'aglio sarà cotto buttate il latte,- questa operazione consente di alleggerire il sapore della bagna caoda -, aggiungete le acciughe e cuocete ancora leggermente il tutto.
Dopo pochi minuti passate con il mulinex e aggiungete, con il fornello al minimo, l'olio e la panna quanto basta a far diventare cremosa la salsa.



INGREDIENTI per i FLAN DI PEPERONI:

– 25 gr di burro
– 25 gr di farina
– 500 gr di latte
– Sale e noce moscata
– 2 cucchiai di grana grattugiato
– 2 peperoni di Carmagnola gialli cotti al forno
– 2 uova

PROCEDIMENTO

Fate cuocere i peperoni per circa 1 ora a 180°( a metà cottura girateli).
Una volta cotti metteteli in un contenitore in pyrex con coperchio e lasciateli raffreddare, quindi puliteli privandoli del picciolo e della pelle.
Ora preparate una besciamella: fate fondere il burro, aggiungete la farina e il latte, utilizzate una frusta cercando di eliminare tutti i grumi.
Fate bollire, aggiungete sale e noce moscata e il grana grattugiato, aggiungete i peperoni e le uova e frullate il tutto con il mixer.
Mettete il composto in pirottini unti e passati nel pangrattato riempiendoli per 3/4.
Fateli cuocere per 25 minuti in forno caldo a 180° a bagnomaria.
Sformateli e serviteli con un cucchiaio di bagna caoda scaldata .



Se volete provare una bagna caoda unica preparata con la ricetta tradizionale con solo 3 ingredienti aglio, olio e acciughe provate la bagna caoda di Dolcepiemonte seguendo questo link:
bagna caoda Dolcepiemonte.

L’accostamento ideale è con un vino rosso piemontese : il Nebbiolo.
Vino di carattere, perfetto per accompagnare un piatto dai sentori accesi e dal sapore deciso.

PLIN AL TARTUFO E FORMAGGIO DI CAPRA

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I plin sono un tipo di pasta tradizionale piemontese caratterizzati dalla classica forma con il pizzicotto. In questa ricetta i plin vengono accompagnati con due sapori forti come il tartufo ed il formaggio di capra.

Ingredienti per quattro persone

200 g di pasta fresca all’uovo
100 g di formaggio di capra 
50 g di ricotta 
50 g di patate lesse 
50 g di burro 
un cucchiaio di pasta di tartufo 
2 cl di brodo di carne 
parmigiano reggiano 
sale 
pepe


PREPARAZIONE

Schiacciare le patate lessate, unire la ricotta, il formaggio di capra, la pasta di tartufo, salare e pepare. Mescolare bene il tutto. 

Stendere la pasta fresca sul tavolo, dosare il composto a intervalli regolari sopra la pasta e formare i classici ravioli del plin. 

Cuocere i plin in abbondante acqua salata.

In una pentola fondere il burro con il brodo e le fette di tartufo nero, unire i plin precedentemente cotti, aggiungere il parmigiano insaporire e infine servire nei piatti con altre fette di tartufo piemontese.

FRICANDO'

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Si tratta di un piatto tipico piemontese, ideato nelle cucine contadine povere e risalente, si presume, al 1700.
Era uno spezzatino storico: a quel tempo – nelle cascine – si poneva in pentola tutto quanto era d'avanzo, aggiungendo patate, carote e cipolline per insaporire, rendendo il piatto appetitoso.
Attualmente, è un manicaretto tipico, creato per cucinare carni di vitello, con aggiunta di patate, carote e cipolline; esistono alcune varianti, che sono: fricandò vegetariano e misto di carni e patate.


INGREDIENTI (per 4 persone)

-400 g carne di vitello
-4 patate medie
-passata di pomodoro q.b.
-cipolla
-rametto rosmarino
-cucchiaino grappa
-aglio – alloro q.b.
-olio – sale - pepe q.b.

PROCEDIMENTO

Affettate cipolla e fatela rosolare in una capiente padella di coccio; aggiungete l'aglio, l'alloro e il rosmarino.

Adagiate la carne spezzettata e fatela dorare, insaporendo con sale; irrorate con alcune gocce di grappa, coprite e fate cuocere a fuoco lento per qualche minuto.

Aggiungete la passata di pomodoro e fate cuocere per 10’.

Sbucciate e lavate le  patate, tagliatele a dadini, unitele allo spezzatino e fate cuocere a fiamma moderata, per circa 30’.

Controllate la morbidezza del composto (carne e patate) che deve risultare tenero e morbido.
Dalla padella di coccio, può essere servito direttamente in tavola, cospargendolo,  a piacere, con erba cipollina.


Vino da abbinare :  LANGHE NEBBIOLO DOC



INSALATA PIEMONTESE AL TARTUFO NERO

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Ecco una ricetta per una buonissima insalata con ingredienti piemontesi e impreziosita dal sapore del tartufo.

Ingredienti per quattro porzioni

16 foglie di insalata Lollo 
200 g di lattuga 
32 foglie di rucola 
12 rapanelli affettati 
400 g di funghi porcini testanera affettati 
300 g di topinambour 
1 d1 dl di olio extravergine di oliva 
50 g di parmigiano reggiano a scaglie sottili 
4 cl di olio al tartufo 
sale 
pepe


PROCEDIMENTO

Distribuire la rucola e le foglie di rucola a cerchio su i piatti, l’insalata al centro e distribuire le rondelle di rapanelli e le fette di tartufo nero piemontese. 
Stufare leggermente i topinambour e i porcini nell’olio di oliva, scolare su carta assorbente e unirli all’insalata. 

Condire con olio al tartufo, sale e pepe e distribuire le scaglie di parmigiano. 

 Servire immediatamente, perché il calore dei funghi e dei topinambour faccia risaltare più intensamente il profumo dei tartufi.

RISO NERO VENERE AL CURRY E ROBIOLA

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Questa ricetta del riso nero Venere al curry e robiola è una elaborazione  "esotica" di un riso tipico piemontese. Il riso nero è una qualità originaria del Piemonte dall’aroma di nocciola.

Il riso nero Venere è molto indicato per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre il colore nero di questo particolare riso è particolarmente scenografico.




Potrebbero interessarti anche queste ricette tipiche piemontesi: la panissa vercellese e la paniscia novarese.
INGREDIENTI per 4 persone

Riso nero Venere Dolcepiemonte 320 g
Pisellini 200 g
Curry 5 g
Cipolle 50 g
Olio extravergine d'oliva 40 g
Robiola piemontese 40 g
Brodo vegetale 1 l


PROCEDIMENTO

Versare il riso nero Venere in acqua fredda e salata.  Quando inizierà a bollire far cuocere per 15 minuti, scolarlo versando l'acqua rimasta nel resto del brodo per mantenere tutte le caratteristiche nutritive del riso nero.



Intanto tagliare la cipolla in joulienne e farla soffriggere.

Versare il riso nero cotto nella pentola della cipolla, lasciarlo rosolare, bagnare con del vino bianco secco.



Quando il vino sarà evaporato aggiungere i piselli e bagnare a intervalli regolari con il brodo.

Aggiungere il curry.



Cuocere per circa 15 minuti, a fine cottura mantecare con la robiola piemontese.





Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate su http://cucinapiemontese.blogspot.it/

CUIETTE DAY, il giorno degli gnocchi

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo le informazioni su questa golosa manifestazione nel cuneese:

Non c’è famiglia contadina  e valligiana del territorio  cuneese pedemontano  che non conosca la tradizione gastronomica detta Madonna dle Cuiette  ovvero  Madonna degli gnocchi.



Giorno di gioiosa festa dove le massaie, mamme e nonne si prodigavano nella preparazione dei primi gnocchi con le patate della stagione.
E non è ancora chiara l’origine di questo storico appuntamento che si rievoca, da tantissimo tempo, ogni anno   l’8 dicembre   - festa della Immacolata .
Da qui il nome della ricorrenza.
Pare che tale data fosse intesa come “ un giorno di marca”. Da quel momento in poi, le patate  sono affinate e giuste per la  preparazione del conosciutissimo piatto.
Ma potrebbe altresì essere momento di ringraziamento e buon auspicio per il prossimo raccolto.
Anche quest’anno il Consorzio del Bodi – Ass.per la promozione,valorizzazione e tutela della storica patata Piatlina e della patata Ciarda delle valli d’Oc di Monterosso Grana, in collaborazione con l’Associazione Albergatori e Ristoratori della Valle Grana, con il patrocinio dell’Unione Montana Valle Grana e del Comune di Monterosso Grana e con il sostegno promozionale della BCC di Caraglio ,in armonia con il proprio territorio rinnova lo storico appuntamento con il CUIETTE DAY ovvero il giorno degli gnocchi , l’8 dicembre prossimo.

I sotto elencati locali proporranno un menù a tema, convenzionato, dove gli gnocchi, preparati con le patate locali, conditi al conosciuto formaggio Castelmagno o altro, saranno protagonisti.
Il menù con prodotti tipici piemontesi del territorio, al costo concordato di euro 15, prevede: due antipasti, gnocchi ( al Castelmagno o altro), dolce (bevande escluse).
I locali:
Osteria da Mari- Castelmagno – tel. 3473468620
Albergo ristorante Tre Verghe - Pradleves tel.0171986116
Trattoria Leon d’Oro – Pradleves - tel. 0171986506
Trattoria Aquila Nera – Monterosso Grana – tel. 017198752
Risto Birreria Na Bela Grana - S.Pietro Monterosso Grana – tel. 3338663675
Agriturismo La Braida – Monterosso Grana – tel. 0171989143
Agripiola  Lou Porti – Monterosso Grana – tel.3290097484
Agriturismo Il Falco – Monterosso Grana – tel.3381187657
Trattoria Il Castello – Montemale di Cuneo – tel. 0171904169
Agriturismo La Porta – Cavalligi – Valgrana – tel.017198403

E potrebbe essere buona occasione per visitare il magnifico Filatoio di Caraglio, le sue esposizioni e il suo punto di promozione del territorio dove potrete trovare le eccellenze di valle come l’aglio di Caraglio, lo zafferano locale, le nostre patate Piatlina e Ciarda, l’editoria, l’artigianato ecc (www.filatoiocaraglio.it) o l’affascinante paese dei Babaciu (pupazzi di paglia a grandezza naturale) presso S.Pietro di Monterosso (www.terredelcastelmagno.it), o ancora la Big Bench sulla dolce collina caragliese dove si  erge l’ameno  santuario dedicato alla Madonna del Castello (www.dolcecaraglio.net) e i paesi ......

Info: www.piatlinaeciarda.com – associazione della patata Piatlina e Ciarda Facebook

IL RIS AN CAGNON

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Quando si parla del "ris an cagnon", come viene denominato localmente il riso in cagnone, si intende in realtà un risotto dalle tante varianti e di grande diffusione da rendere veramente difficile individuarne l'origine. Sembra che questa ricetta provenga dalla valle del Cervo, dove costituiva un tempo il piatto tipico del pranzo nuziale ma si può attribuire la paternità della ricetta al Biellese in generale.
Gli allevatori, che portavano il bestiame a pascolare, affrontavano temperature rigide, pertando era necessario un pasto ipercalorico ricavato da materie prime povere e tipiche del territorio: riso, formaggio e burro.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE

-Riso Carnaroli 500 gr.

-Fontina o toma di Maccagno 150gr.

-Burro 80 gr.

-2 cucchiai grappa bianca (facoltativa)

-Sale e pepe




PROCEDIMENTO

Far lessare il riso in abbondante acqua salata; nel frattempo, in un pentolino si farà fondere e letteralmente “abbrustolire” il burro, lasciato cioè soffriggere fino al momento in cui assume il classico colore marrone.
Una volta pronto e scolato il riso, trasferirlo, ancora ben caldo, in una ciotola (possibilmente scaldata in precedenza) e aggiungere subito il formaggio precedentemente sminuzzato.
Mescolare il tutto vigorosamente finché il formaggio non si sarà completamente fuso e si sarà ottenuto un composto cremoso e omogeneo. A questo punto aggiungere anche il burro fuso annerito ancora ben caldo e mescolare.



Il riso Carnaroli è la varietà più prestigiosa di riso coltivata in Italia.

Su Dolcepiemonte puoi trovare il riso Carnaroli ,coltivato a Vercelli dall'azienda agricola Principato di Lucedio, in cinquecento ettari all’interno di un Parco Regionale.