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TARTUFI DI CIOCCOLATO ALLA CANNELLA

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Ecco un dolce a cui è difficile resistere, i tartufi di cioccolato alla cannella sono dei buonissimi e golosi cioccolatini. I tartufi dolci sono una preparazione classica della pasticceria piemontese in questa ricetta hanno un sapore più "esotico" grazie alla cannella.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE
- cioccolato al latte 150 gr
- cioccolato fondente 40 gr
- cacao amaro in polvere 60 gr
- panna da montare 60 ml
- stecca di cannella
-  burro 25 gr
- cannella in polvere mezzo cucchiaino

PROCEDIMENTO

Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente grattugiare i due tipi di cioccolato al latte e fondente. Mettere la panna da montare in un pentolino con la stecca di cannella e far bollire.

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Mescolare il cioccolato con la panna fino ad ottenere una crema omogenea. Unire il burro e continuare a mescolare. Mettere il composto in una ciotola con della carta da forno e far raffreddare.

Lasciare riposare la ciotola in frigo per 2 o 3 ore coprendolo con della pellicola trasparente.

Con un cucchiaio ricavare delle palline dal composto e modellarle tra le mani precedentemente inumidite. Disporre i tartufi su una teglia e lasciarle qualche minuto in frigorifero. Mescolare il cacao e la cannella in un piatto e farvi rotolare i tartufi alla cannella.

Conservare i tartufi in frigorifero per farli rassodare. Consigliamo di apprezzare questi tartufi di cioccolato alla cannella con un Passito di Erbaluce di Caluso, dolce ed avvolgente.

RISOTTO CON ZUCCA, FAGIOLI E TOMINI AL TARTUFO

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Ho mangiato questo risotto alla zucca, fagioli e tomini al tartufo in un ristorante del novarese e l'ho apprezzato molto. Un piatto unico che unisce prodotti con un alto apporto calorico come i fagioli e i tomini (classico formaggio piemontese) con il profumo unico del tartufo e il gusto dolce della zucca.

risotto con zucca, fagioli e tomini al tartufo


 INGREDIENTI: Per 6 persone
500 gr di riso Carnaroli
500 gr di zucca
280 gr di tomini al tartufo Dolcepiemonte
200 gr di fagioli borlotti freschi
100 gr di burro Grana Padano grattugiato
30 gr di burro
1 cipolla
vino bianco secco
brodo vegetale
olio d'oliva
alloro

Procedimento:

Pulire la zucca, tagliarla a cubetti .
Lessare i fagioli in un litro d'acqua.

Tagliare la cipolla in joulienne e farla rosolare in padella, aggiungere il riso carnaroli, lasciarlo sbiancare, aggiungere la zucca a cubetti e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato continuare la cottura bagnando con il brodo.




Tagliare i tomini al tartufo a lamelle sottili. A fine cottura del risotto aggiungere le lamelle di tomini tenendone un po' per decorare e i fagioli già cotti.

Il risotto deve presentarsi cremoso e denso. Servire il risotto con zucca, fagioli e tomini al tartufo ben caldo decorando con le lamelle di tartufo e di tomini rimasti.

Potete trovare i tomini al tartufo sul sito www.dolcepiemonte.com un e-commerce di prodotti tipici piemontesi di alta qualità.

AGNOLOTTI AI FUNGHI CON FONDUTA DI RASCHERA AL TARTUFO

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Gli agnolotti ai funghi con fonduta di Raschera al tartufo è un ricetta con tanti profumi del Piemonte. Il Raschera è un formaggio delle montagne vicino a Cuneo che ben si sposa con il gusto dei funghi e il profumo del tartufo piemontese.





INGREDIENTI per 4 persone

- 200 g di farina di segale
- 200 g di funghi porcini puliti
- 2 uova e 2 tuorli
- 170 g di Raschera
- 2 dl di latte tiepido
- 200 g di farina di grano tenero
- 1 scalogno tritato
- 40 g di burro
- 10 g di crema ai tartufi piemontesi
- sale e pepe bianco in grani

PROCEDIMENTO

Privare il Raschera della crosta e tagliarlo a cubetti, lasciare il formaggio a mollo in 1 dl di latte tiepido per 1 ora circa.

Nel frattempo preparare la pasta, mescolare le farine, le uova, il sale e il latte rimasto, lavorare l'impasto per 15 minuti e lasciatelo riposare, per mezz'ora circa, coperto.

Preparare il ripieno. Soffriggere lo scalogno tritato in un tegame con 20 g di burro, poi unirvi i funghi affettati e cuocerli per 5 minuti; salare, pepare e lasciare raffreddare, quindi tritare il tutto.
Stendere la pasta in una sfoglia sottile e distribuire su metà di questa tanti mucchietti di ripieno a distanza di 5 cm l'uno dall'altro. Ripiegare la sfoglia, premendola per farla aderire e tagliare i ravioli a quadrati di 4 cm di lato circa con l'apposita rotella.

Preparate il condimento. Sciogliete il burro rimasto in un tegamino, uni­re il Raschera e il latte tiepido, alzare la fiamma e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea. Unire i tuorli, uno alla volta, la crema di tartufi, poco pepe e lasciare addensare per qualche minuto.

Lessare gli agnolotti, scolarli al dente, condirli con la fonduta di Raschera, decorare con alcune fette di tartufo piemontese e servire.

























GNOCCHI DI POLENTA E FORMAGGIO

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I gnocchi di polenta e formaggio sono un piatto unico molto nutriente, una ricetta tipica della cucina piemontese delle valli di Lanzo in provincia di Torino. Tipica di questi luoghi è infatti l'usanza di cuocere la polenta in un passato di patate. In questa ricetta i gnocchi sono di patate e polenta "concia" come si chiama la polenta con il formaggio fuso dentro.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
- patate 500 gr
- farina di mais integrale 350 gr
- toma piemontese 250 gr
- burro 40 gr
- sale

PROCEDIMENTO:

Pelare le patate, lavarle e farle cuocere in abbondante acqua salata.

Scolare le patate con una schiumarola e schiacciarle nella stessa acqua di cottura. Aggiungere la farina di mais a pioggia mescolando bene sul fuoco lento e cuocere per almeno 40 minuti mescolando senza fermarsi con un cucchiaio di legno.

Aggiungere 20 g di burro e la Toma piemontese tagliata a cubetti mescolare bene fino a far sciogliere completamente il formaggio. 

Versare la polenta su un tavolo e lasciarla raffreddare.

Formare dei gnocchi con un cucchiaio prelevando la polenta dal tavolo e disporli su una teglia precedentemente imburrata. 

Cospargere i gnocchi con la restante Toma tagliata a scaglie e qualche fiocchetto di burro. Lasciare gratinare in forno finché non saranno ben dorati. 

Servire i gnocchi di polenta e formaggio con un robusto vino rosso piemontese come il Langhe Nebbiolo DOC.

TORTINE AL MASCARPONE E CREMA GIANDUIA

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Le tortine al mascarpone e crema gianduia sono un trionfo di golosità tutta piemontese.



INGREDIENTI PER 20 TORTINE

- Farina 00 250 gr
- zucchero 125 gr
- latte 100 ml
- burro 100 gr
- cacao in polvere 2 cucchiai

- uova n 1
- lievito in polvere 4 gr
- bicarbonato mezzo cucchiaino
- vaniglia in polvere 1 cucchiaino 
- sale un pizzico


Per la farcitura:
- mascarpone 100 gr
- essenza di vaniglia 1 cucchiaio
- zucchero a velo


PROCEDIMENTO

Ammorbidire il burro con un tarocco o una spatola. Amalgamare il burro con lo zucchero e il sale con una frusta fino ad ottenere una crema omogenea. Unire l'uovo e continuare a sbattere fino ad amalgamarlo completamente. Setacciare la farina con il cacao, il lievito, il bicarbonato e la vaniglia ed unirli all'impasto con l'uovo e il burro.

Unire all'impasto il latte mescolando bene fino ad ottenere un composto morbido.
 Inserire il composto in una sac a poche con una bocchetta liscia e formare dei dischi di circa 4 cm di diametro su una teglia precedentemente rivestita con carta da forno. 

Cuocere le tortine in forno preriscaldato a 180° per 12 minuti

Lasciare raffreddare le tortine su una griglia e continuare il procedimento fino ad esaurimento del composto. 

Amalgamare il mascarpone con la vaniglia e stenderlo su un quarto delle tortine, stendere su un altro quarto la crema gianduia. Coprire le tortine con le restanti e spolverare con zucchero a velo.

Servite le tortine al mascarpone e crema gianduia con un'altra grande specialità piemontese il Passito di Erbaluce di Caluso

DENOMINAZIONI PRODOTTI ALIMENTARI DOP,IGP,PAT

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Scrivo questo posto perché in Piemonte abbiamo tantissimi prodotti alimentari di qualità che poche volte la gente riconosce. Spesso si trovano sigle sulle etichette di difficile comprensione come DOP, IGP o PAT.



Spero quindi di riuscire a dare qualche informazione in più per aiutare le persone a comprendere e ad apprezzare meglio la qualità dei prodotti tipici piemontesi.

Dal 1992 l'Unione Europea ha creato i marchi di qualità per codificare e certificare i prodotti alimentari. I marchi di qualità dei cibi vengono rilasciati da enti riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole per garantire il consumatore sulla provenienza e sull'originalità dei processi produttivi secondo le tipicità territoriali.



Ecco i tre marchi principali:

- D.O.P. : denominazione di origine protetta, le qualità e le caratteristiche dei prodotti DOP dipendono essenzialmente o esclusivamente dall'ambiente geografico comprensivo di fattori naturali e umani.
I prodotti DOP del Piemonte sono tutti formaggi:
  • BRA 
  • CASTELMAGNO 
  • MURAZZANO 
  • ROBIOLA DI ROCCAVERANO 
  • TOMA PIEMONTESE 



- I.G.P. : Il termine indicazione geografica protetta è relativo al nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese. la produzione , la trasformazione l' elaborazione dei prodotti I.G.P. possono avvenire solo in quest'area geografica determinata e definita. La qualità o un’altra caratteristica può essere attribuita all'origine geografica. Un esempio classico di questa categoria è la nocciola del Piemonte.

- P.A.T. : I PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) sono una recente categoria nata nel 1999.
La tradizionalità, che rappresenta la caratteristica saliente di questo tipo di prodotti, deve essere consolidata nel tempo. Occorre, infatti, dimostrare che da almeno 25 anni la fabbricazione avviene in maniera omogenea e seguendo regole costanti.
Anche i prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) hanno raddoppiato la loro consistenza passando da 162 a 320. Un esempio di prodotto PAT è la pera Madernassa del Cuneese che è in attesa anche del marchio IGP.

LE "CABIETTES" DI ROCHEMOLLES

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Le "Cabiettes" di Rochemolles sono una ricetta tradizionale dell'alta Valle di Susa. Rochemolles è una frazione di Bardonecchia.
Una delle ricette della cucina piemontese montanara dal sapore deciso  e sostanzioso. Le "cabiettes" sono dei piccoli gnocchi alle ortiche conditi con formaggio e cipolle, la particolarità della tradizione di questo piatto è che le patate vengono impastate crude, cuociono poi insieme ai gnocchi, una caratteristica che le accomuna alle "calhetas" della vicina Val Chisone.



INGREDIENTI PER 4\6 PERSONE
- patate 1 kg
- farina di segale 250gr
- ortiche 200 gr
- cipolle n 4
- pane grattugiato 90 gr
- burro 80 gr
- toma piemontese 80 gr
- uova n 2
- sale

PROCEDIMENTO

Lavare molto bene le ortiche e tritarle molto finemente. Quindi pelare le patate lavarle asciugarle e grattugiarle in una terrina. Tritare finemente la Toma piemontese e unirla alle ortiche tritate e alle patate aggiungere un uovo intero e un tuorlo, la farina di segale e un pizzico di sale.

Impastare il tutto fino ad ottenere un composto legato e solido lasciarlo riposare al fresco per almeno un'ora. A capo mentre l'impasto riposa preparare il sugo. Pulire le cipolle e tagliarle in Julien farle soffriggere in una padella con 40 g di burro a fuoco lento e salarle e lasciarle cuocere per circa 15 minuti.

Fare i gnocchi con l'impasto delle ortiche prendere dei pezzi grossi quanto un pugno arrotolarli fiera a fare dei bastoncini e tagliarli a pezzetti ricavando dei gnocchi piuttosto piccoli. Distribuire i gnocchi su un asse di legno coperto di farina per non farli attaccare.



Portare a demolizione una pentola con abbondante acqua salata buttare le "cabiettes"  non appena verranno a galla scolarle con una schiumarola e metterle in una teglia da forno precedentemente imburrata condire i gnocchi con una parte del soffritto di cipolle.

Continuare a strati in questo modo alternando le "cabiettes" al sugo di cipolle, quindi cospargere con il pane grattugiato e il restante burro fiocchetti.
Infornare per 30 minuti a 180° centigradi e servire ben caldi

Per accompagnare le "cabiettes" vi posso consigliare un vino di montagna come il Ramìe della vicina Val Chisone.

RISOTTO DI PESCE PERSICO REALE

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Il risotto di pesce persico reale è una ricetta tipica della cucina piemontese, il riso ovviamente è quello della pianura piemontese di Vercelli ma anche di Biella e Novara. Mentre i pesci d'acqua dolce hanno una grande tradizione storica in Piemonte anche se ultimamente sono stati un pò dimenticati nelle ricette piemontesi.
In passato i pesci d'acqua dolce erano un alimento molto importante soprattutto nei conventi in cui almeno un terzo dei giorni dell'anno si doveva mangiare "di magro" quindi senza carne.
Secondo alcuni storici il 17 luglio 1809 per accogliere Papa Pio VII in Val Susa venne preparato un pranzo d'onore con ben 30 Kg di pesce d'acqua dolce.



INGREDIENTI PER 4 PERSONE
- pesce persico reale 400 gr
- riso Carnaroli 300 gr
- burro 60 gr
- sedano 1 costa
- carota n 1
- cipolla n 1
- spicchi d'aglio n 2
- prezzemolo
- vino bianco secco n 1 bicchiere
- sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire il pesce persico, tagliarlo, con un coltello molto affilato lungo il dorso seguendo la lisca centrale: partire dalla coda e ritornare rasente alla lisca fino alla testa.
Ricavare due filetti, eliminare le spine ventrali con il coltello o con le pinzette.
Tenere la testa e le lische che serviranno per il brodo.



Riempire per 2\3 d'acqua, metterci la cipolla, il sedano e la carota puliti e tagliati a grossi cubetti. Aggiungere le lische e le teste. Salare e far bollire per 30 minuti. Quando sarà cotto passare al colino e mantenere al caldo.

Pulire l'aglio, mondare il prezzemolo, quindi tritarli. Far soffriggere il trito con metà del burro. Dopo 3 o 4 minuti aggiungere i filetti di pesce persico tagliati a pezzi che si dovranno disfare quasi completamente durante la cottura.

Versare a pioggia il riso nella padella, mescolare bene e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato bagnare con il brodo e far cuocere per 14\16 minuti.

Servire il risotto di pesce persico reale ben caldo.

TROTE DI CAVOLO IN CARPIONE

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Spesso i contadini attribuivano a piatti poveri nomi pittoreschi per mettere allegria alla tavola, questa ricetta delle trote di cavolo in carpione deriva proprio da questa fantasia. In effetti di trote qui non c'è neanche l'ombra ma ci sono acciughe,cavoli e aglio. Ma hanno vagamente una forma che ricorda una trota.
Le trote di cavolo in carpione sono un antipasto piemontese da servire preferibilmente freddo.



INGREDIENTI PER 4\6 PERSONE

- cavolo verza n 1
- cipolla n 1
- aglio 3\4 spicchi
- salvia 2 rametti
- acciughe salate 3 (facoltative)
- vino bianco 1\2 bicchiere
- aceto 1\2 bicchiere
- olio d'oliva
- farina
- sale

PROCEDIMENTO
 Dopo aver pulito bene il cavolo togliete senza romperle 8\10 foglie esterne. Eliminare con un coltellino la costa centrale. Tagliare la restante parte del cavolo in due metà eliminando il torsolo e tagliare in joulienne lefoglie centrali.

Pulire le acciughe, affettare gli spicchi d'aglio. Mettere le acciughe e l'aglio in una padella con dell'oglio e far cuocere fino a che le acciughe non si saranno disfatte. Unire al composto le foglie del cavolo in joulienne e lasciare cuocere per 15 minuti bagnodo con poco vino.

In una casseruola far lessare le foglie intere del cavolo in pochissima acqua per 4\5 minuti. Quindi asciugarle su uno straccio.


Disporle su un tavolo ben allargate e ricoprirle con uno strato del cavolo in joulienne arrotolandole poi a formare dei lunghi involtini, simili a piccole trote. Infarinare le trote di cavolo e friggerle in padella con olio ben caldo. Disporle in una pirofila.

In una padella soffriggere la cipolla tagliata in joulienne con 3\4 cucchiai di olio e la salvia. Salare e aggiungere il vino rimasto e l'aceto. Lasciare evaporare per 2\3 minuti e versale sopra alle trote di cavolo fino a ricoprirli completamente. Far raffreddare e servire.

Potete provare a gustare le trote di cavolo insieme ad un vino tipico piemontese magari un Roero Arneis DOCG Daivej dell'azienda agricola Deltetto che potete ricevere comodamente a casa vostra sul sito di Dolcepiemonte cliccando su questo link: Roero Arneis.

I BACI DEL PIEMONTE

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I baci del Piemonte sono una rivisitazione della ricetta dei classici baci di dama, con una forte dominante di gusto delle nocciole Piemonte. Il risultato è un dolce morbido dal gusto avvolgente,vedrete che non riuscirete più a smettere di "assaggiarli".

INGREDIENTI PER 10 BACI DEL PIEMONTE

- n 20 Brutti ma buoni. Potete prepararli voi seguendo la nostra ricetta cliccando questo link: Brutti ma buoni, oppure li trovate buonissimi e già pronti sul sito di Dolcepiemonte seguendo quest'altro link : http://www.dolcepiemonte.com/it/biscotti/32-brutti-ma-buoni.html
- 220 gr crema gianduia
- mezzo bicchiere di latte

PROCEDIMENTO
La preparazione dei baci del Piemonte è molto semplice, soprattutto se utilizzate i brutti ma buoni già pronti. Immergere velocemente i brutti ma buoni nel bicchiere di latte e lasciarli sgocciolare su una griglia.


Quindi spalmare un velo di crema gianduia su un biscotto e accoppiarlo con un altro formando il classico bacio.

Lasciare riposare i baci del Piemonte per almeno un paio d'ore e servire magari accompagnandoli con un bicchiere di vino Passito di Erbaluce di Caluso.