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CURIOSITA' SU CIOCCOLATO E CIOCCOLATINI A TORINO





                       CURIOSITA' SU CIOCCOLATO E CIOCCOLATINI A TORINO



La città di Torino, in Piemonte, è nota come la città italiana del cioccolato.

Nel 1560 per festeggiare il trasferimento della capitale ducale da Chambéry a Torino, Emanuele Filiberto di Savoia servì simbolicamente alla città una fumante tazza di cioccolata.
Una passione autentica che ha stimolato nei secoli la fantasia dei maestri cioccolatieri.
È nella capitale sabauda che nel Settecento nacque il Bicerin, bevanda calda a base di caffé, cacao, crema di latte.
Torino seppe esprimere il suo gusto per l’innovazione, infatti all’inizio dell’Ottocento venne inventato a Torino da Duret, il primo cioccolatino in forma solida, così come lo mangiamo oggi.
Le nocciole delle Langhe furono snobbate dai pasticceri piemontesi fino a inizio ‘800 quando, a seguito del blocco commerciale imposto dalla Gran Bretagna al continente controllato da Napoleone, il cacao non arrivò quasi più e, il poco che c'era, si trovava a prezzi da gioielleria.
A Torino, per far fronte a questa penuria, iniziarono a pensare a come poter “tagliare” il cioccolato pur mantenendo alta la qualità dei prodotti e cercando al tempo stesso di limitare la spesa economica.
All’inizio del secolo questo nuovo prodotto si iniziò a produrre con nocciole a pezzetti, finché a Michele Prochet, nel 1852, non venne l’idea di mescolare al cacao le nocciole tostate ridotte in polvere finissima.
 Il nuovo cioccolato/nocciolato venne lanciato sul mercato durante il Carnevale del 1865, riscuotendo un successo sbalorditivo, legato anche al confezionamento: il “gianduiotto” fu il primo cioccolatino confezionato singolarmente (in precedenza i cioccolatini venivano tagliati a mano da un pezzo di cioccolato più grande).

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